AL RIENTRO DAL GIRO DEL MONDO

Trieste, sabato 1° MARZO 2025

la nave scuola ormeggiata a Trieste

 

 

Nelle pagine della storia, soprattutto della nostra Marina Militare, resterà scritto che a Trieste è rientrata, sabato 1° marzo 2025, la nave a vela più bella del mondo dopo una lunghissima navigazione.

 

Il Vespucci è tornato trionfalmente, come è giusto, visti anche i suoi 94 anni, dopo aver affrontato e superato il minaccioso Capo Horn, dopo aver navigato per tantissime miglia (aveva già superato 43.000 miglia a fine gennaio quando era a Jeddah), dopo essere attraccato in 35 porti di 30 Paesi e 5 Continenti e dopo una assenza dall’Italia dal luglio 2023, quando era salpato da Genova per intraprendere il giro del mondo. E io … io sono riuscita ad essere lì ad aspettarlo al suo arrivo!

 

 

Ti devo raccontare quanto fortuna e destino siano stati dalla mia parte.

Sapendo del rientro a Trieste fremevo dalla voglia di andare a vederlo, a salutarlo dopo così tanto tempo. Immaginavo però il grande caos che ci sarebbe stato per l’occasione. Conseguentemente avevo scartato, con molto dispiacere, l’idea di questa trasferta, però … avevo un “piano B”. Un po’ mi confortava l’alternativa: la tappa di Venezia.

Se non che … per vari casi fortuiti, all’ultimo minuto, sono riuscita a partire per Trieste!

Vado con ordine, così potrai percepire il mio stato d’animo.

 

 

 

La neonata nave Trieste (distintivo ottico L 9890), costruita dalla prestigiosa Fincantieri ed in servizio da dicembre 2024, era arrivata qualche giorno prima e sarebbe stata ormeggiata a Trieste appositamente per omaggiare la nave scuola. Era possibile prenotarsi per salire a bordo e visitarla. Un evento eccezionale!

Casualmente avevo saputo che sul Vespucci era nuovamente imbarcato il dott. Matteo (per correttezza non do dettagli). E’ un medico specialista trentino con cui ci eravamo scambiati qualche e-mail mesi fa, quando avevo scoperto che era stato medico di bordo per una tratta del giro del mondo.
Per un saluto e per farlo partecipe della mia felicità (mi stavo organizzando per Venezia) recentemente gli avevo fatto una e-mail. Nella risposta scriveva che era di nuovo a bordo e, vista la mia passione, avrebbe potuto farmi fare una visita del veliero con la sua famiglia a Trieste.
Occasione irripetibile, anche se … ahimè ero molto combattuta causa il caos di quei giorni!

Quel viaggio da sola inoltre non l’avrei fatto: lungo, con pernottamento di almeno due notti e temevo che non avrei trovato un hotel non caro e ancora libero.
Gli eventi però erano troppo ghiotti … pensa e ripensa, rifletti e “studia” … ho ponderato di nuovo tutto. Non sembrava una cosa impraticabile!

Sull’altro piatto della bilancia “pesava” la certezza che mi sarei persa delle giornate emozionanti ed uniche. In conclusione, non potevo rinunciare!
Ho telefonato alla mia amica Lorenza (compagna di viaggi) per chiederle se era disponibile a fare tre giornate in una bella città di mare, che non conoscevamo, con due belle navi in porto. Fortunatamente ha detto di sì.

Eravamo a pochi giorni dall’evento quindi con un po’ di agitazione ho iniziato ad organizzarmi e a procedere per singoli passaggi, uno alla volta, sperando che tutto si incastrasse bene: prenotare la visita alla nave Trieste: ok fatto! Ricercare un hotel (valutando disponibilità e prezzi): ok e prenotato! Controllare orari e prenotare i biglietti dei treni: ok fatto! Tutto filava liscio!
Tra l’altro, senza averlo programmato, siamo arrivate a Trieste il sabato nel primo pomeriggio, prima del Vespucci. Incredibile! Quando si dice … il destino! Una ulteriore conferma che tra me e il Vespucci deve esserci un sottile filo che ci lega. Sono una quarantina di anni che lo seguo, e lo inseguo, e questa volta mi voleva proprio lì al suo arrivo! Un premio alla mia … perseveranza!

 

 

Dopo esserci presentate all’hotel (albergo alla Posta, che ti consiglio, anche per la gentilezza e disponibilità) e aver depositato i bagagli ci siamo dirette al porto. Avevo bisogno di studiare il percorso, in vista delle visite alle navi del giorno dopo, e i tempi di percorrenza (una era al mattino presto). Dovevo anche andare a vedere il mare e nave Trieste e cercare un punto strategico per scrutare l’orizzonte per l’arrivo del “mio” veliero.

Riguardo ora le foto che ho fatto e … istantaneamente ritorno a quel pomeriggio e mi sembra di essere lì, proprio adesso!
Quanti bei ricordi rivivono rapidamente con le foto!
Mentre ci incamminiamo verso il porto ci rendiamo conto che non siamo le sole. Molta gente inizia ad arrivare sbucando da ogni parte; tutti sono qui per salutare la magnifica Signora dei Mari.

Il lungo molo si sta riempiendo!

Noi abbiamo trovato un posto non troppo affollato ed è visibile l’imbocco del porto. La giornata è nuvolosa e c’è molto vento.
Ad un certo punto scorgo in lontananza le sembianze di un veliero; è lui, è inequivocabile!
Due dei rimorchiatori che sono ormeggiati vicino a me hanno acceso i motori. Partono e … si dirigono verso di lui. E’ in arrivo! Che emozione vederlo in navigazione!

 

 

 

Mano, a mano, che si avvicina incomincio a vedere delle piccole vele bianche al suo fianco e lì tutto intorno: una, dieci, venti, cento, mille? (avevo letto che le imbarcazioni iscritte alla Barcolana speciale erano 1.333).
Ci sono barche a vela, a motore, a remi e piccoli natanti in festa che, con la Bora che sta soffiando con raffiche fino a 30 nodi, le sono andati incontro per darle il benvenuto. Per un attimo il sole riesce a farsi spazio e un raggio sbuca dalle nuvole; illumina quello scafo bianco e nero decorato con fregi d’oro … la nave più bella del mondo è baciata dal sole! Un bacio di benvenuto!
Tutto intorno è uno spettacolo indescrivibile ed unico!

Con il suo lento incedere mostra sempre più la sua grandezza (in ogni senso) e il suo fascino.
Al molo dove è previsto l’attracco c’è una folla indefinibile. Una marea di gente la vuole vedere e salutare. Un’area è stata giustamente riservata ai familiari dell’equipaggio. Dopo tanti mesi di imbarco potranno finalmente rivedersi ed abbracciarsi; quante cose avranno da raccontare!

 

All’improvviso si sentono, e si intravedono, degli aerei; stanno arrivando le Frecce Tricolori. Anche loro sono venute per ossequiare la Regina dei Mari. Un paio di giri “di riscaldamento” e poi la formazione fa un sorvolo spettacolare tracciando in cielo i colori della bandiera italiana. Siamo tutti con il viso rivolto al cielo e il tempo sembra essersi fermato.

L’emozione non ha tregua perché si torna subito a guardare verso il mare. C’è ancora uno spettacolo in corso.
I rimorchiatori sono là al lavoro per accompagnarlo in porto. Lentamente, inevitabilmente, sembra allontanarsi dalla mia visuale. All’improvviso lo vedo indeciso, fa alcune manovre anomale e invece di andare verso destra, viene verso la mia direzione. Ha cambiato idea? Viene da me?
Ovviamente il tutto si svolge in mare, lontano, quindi si tratta solo di un effetto ottico!

Scortato dall’imbarcazione della Guardia di Finanza e sempre con i fidati rimorchiatori si mostra per tutta la sua lunghezza. Adesso è visibile la sua fiancata: è veramente affascinante!

 

 

Ora è pronto per dirigersi al previsto punto di attracco. Si sentono degli spari! E’ il consueto saluto in porto!

Naviga lentamente, si allontana fino a sparire completamente dalla mia vista coperta dall’imponente nave Trieste che è ormeggiata lì poco distante.

Non vedo più il veliero che mi ha affascinato fin da bambina. Mi consola però sapere che è “lì dietro” e si sta posizionando vicino al Trieste. La nave più giovane della nostra Marina Militare può ora ammirare la nave più anziana e stimarla per la sua lunga ed onorata carriera.
La nave “grigia” non è più al centro dell’attenzione, perché ora è arrivata la Signora dei Mari: così piccola, così anziana, ma così ammirata ed amata!

 

 

 

 

 

 

 

 

Aspettiamo che la marea di gente si disperda lungo il molo e “defluisca” fra le vie cittadine. L’imponente piazza Unità d’Italia è piena di gente e quindi la evitiamo. Percorriamo il lungomare che ci permette di ammirare fino all’ultimo, fino alla svolta della strada, quelle due splendide navi.

 

Quando usciamo per la cena il sole sta tramontando e quindi nasce spontanea un’idea: dobbiamo dare un’occhiata al porto ora, anziché dopo cena. C’è infatti un’altra scena da non perdere, offerta dalla natura, in quella già speciale giornata.

 

 

 

Il giorno successivo, al mattino presto mi reco all’appuntamento con il dott. Matteo, medico di bordo, per la visita alla nave scuola Amerigo Vespucci.

Giornata soleggiata, senza vento e tranquilla … meteorologicamente parlando! In realtà per me non è una giornata pacata! Ho un incontro con il veliero che da moltissimo ha un posto nel mio cuore, che è stato lontano quasi due anni e con un invito personale del medico di bordo … immaginati con che spirito sto camminando!

Mentre raggiungo la Stazione Marittima i miei passi sono accompagnati dalla musica: in piazza Unità d’Italia scorgo la fanfara dei Carabinieri, con gli splendidi cavalli bianchi, che sta suonando una marcia. Involontariamente cammino a tempo (per l’appuntamento avevo già un passo “spedito”) e mi accorgo che … praticamente sto marciando!
Mi viene da sorridere; è impossibile non farsi trasportare da quel ritmo e dal contesto che mi circonda (sarà l’effetto Vespucci?). Nello stesso tempo mi preoccupo e mi guardo subito attorno … tra tutte queste persone sembra che nessuno se ne sia accorto. Bene!

 

 

eccolo in lontananza ... al suo arrivo il giorno precedente

 

Raggiunto il dott. Matteo, ed alcuni suoi amici, ci imbarchiamo!

E’ sempre emozionante percorrere lo scalandrone e raggiungere il ponte del Vespucci dove vieni accolto dall’elegante personale della Marina, dove sei un ospite, dove trovi cortesia (e pazienza) e dove ti viene automatico pensare ai velieri di un tempo. All’inizio infatti c’è la tipica scala larga alla base che si restringe in cima (per difendersi meglio dagli arrembaggi) e ci sono le lanterne che mi ricordano le antiche usanze sui velieri: il sei alla banda, l’otto alla banda.

Dopo un primo momento di “raccoglimento”, infatti è d’obbligo qualche secondo di sosta prima di incamminarsi perché va assaporato ogni istante trascorso a bordo, seguo il “nostro Matteo”.
Ci mostra alcuni locali dove vive l’equipaggio e che normalmente non sono accessibili ai civili: corridoio ufficiali, quadrato ufficiali, la prestigiosa Sala Consiglio, il giardinetto, il suo posto di lavoro: il locale medico con le attrezzature, la palestra (cioè il luogo adibito a palestra: un po’ di attrezzi ginnici posizionati, come immaginavo, dove è possibile: tra cime, argani, ed altri “pezzi” fondamentali della nave).

Percorriamo poi l’intero ponte esterno che è sempre affascinante con tutto l’ordine, la pulizia, la cura del legno e degli ottoni. Grazie al lavoro del suo equipaggio il Vespucci è sempre uno splendore. Se poi, oltre a guardarti intorno, alzi gli occhi verso il cielo puoi vedere quanto sono alti gli alberi, quante cime sono necessarie per manovrare le vele, quanto sono grandi i pennoni, quanto ordine, precisione e lavoro di squadra servono.

La nave a vela più bella del mondo, dichiarata così dagli Americani la prima volta nel 1962 e una seconda volta nel 2022, è sempre “elegante” ed è la migliore ambasciatrice d’Italia. Sempre e dovunque la gente rimane entusiasmata. Anche adesso, appena tornata da un viaggio di quasi due anni, è uno splendore!
Il nostro giro giunge alla fine e arriva anche il triste momento della discesa a terra. Quanto scorre veloce il tempo quando si vivono cose belle. A malincuore scendo lentamente lo scalandrone e, osservando il suo maestoso scafo bianco e nero … saluto e riverisco la splendida Regina dei Mari.

 

 

La mia giornata prosegue con un giro in città e con il pensiero piacevole dell’appuntamento serale con la nave Trieste. Abbiamo approfittato delle ore libere del pomeriggio per fare un giro con la trenovia di Opicina, l’antico tram (Trieste – Villa Opicina), tram de Opcina in dialetto triestino, da poco tornato in servizio.

In serata ci presentiamo in anticipo all’appuntamento. Sul molo c’è una marea di gente: c’è chi passeggia con il cagnolino (o senza), chi fa foto ed ammira le due Unità navali e poi … c’è la marea di gente che avrà l’onore di salire sulle due navi (per farti un’idea: 500 persone ogni ora per ciascuna nave).

Vedo che c’è già una lunga fila ferma, in attesa, e molta gente che si muove tutto intorno.
La nostra Marina Militare, ben organizzata ed attenta, ha previsto di suddividere i visitatori in due file. Quella visibile già enorme è per il Vespucci ed è disposta su un lato di un “passaggio”. Le persone in continuo movimento, come frementi formichine, invece chiedono informazioni come me. Noi, diretti a nave Trieste, dobbiamo “scorrere” a fianco e oltrepassare quella fila.

All’apparenza siamo le prime, perché davanti abbiamo poche persone, ma bisogna proseguire ancora, la nave è più avanti! E poi … ecco là, ecco l’altra fila!
Quante persone interessate, o curiose, o appassionate ci sono. Siamo in tanti ad apprezzare queste affascinanti navi!

Un grazie va alla nostra Marina Militare, ai comandanti e a tutto l’equipaggio che ci permettono di visitarle!

 

 

La fila mano, a mano, avanza. Sta per arrivare anche il nostro turno. Non vedo l’ora!

Siamo a bordo! L’immensità della nave, notata già esternamente, si percepisce già appena imbarcati.

Ci è concesso camminare liberamente, senza dover attendere un marinaio addetto per procedere in gruppo. Il percorso è segnalato ed in ogni punto importante c’è un incaricato a nostra disposizione. L’equipaggio è pronto ad accoglierci e … ad essere sommerso di domande!

Salgo quelle moderne scale, più agevoli delle altre navi che ho visitato, e mi ritrovo nell’hangar. Spettacolare! Un enorme spazio destinato principalmente ad ospitare gli elicotteri e gli aerei (con quattro ascensori che consentono di portarli sul ponte di volo). Può essere utilizzato inoltre per qualsiasi mezzo o merce sia necessario trasportare. Mentre un tecnico di volo ci dà varie informazioni interessanti, in lontananza, in fondo all’hangar, noto un marinaio … quasi non lo si vede da tanto è distante! Impressionante!

Lo spazio riservato all’attrezzato ospedale è enorme. Nave Trieste di fatto potrà essere di aiuto anche alle popolazioni dove sarà chiamata ad operare in caso di calamità.

Si sale ancora. Raggiungo il ponte di volo … sconfinato!
Ci sono posizionati due elicotteri “grandi” (non so i dati tecnici) e mi rendo conto, grazie anche a loro, delle grandi dimensioni del ponte di volo. Mi ero stupita tempo fa quando ero salita sul ponte esterno del San Giorgio (di dimensioni minori), ma questo lascia proprio ”a bocca aperta”!

La vista della città, da lassù e di notte, è uno spettacolo. La parte finale rialzata sembra si “getti” proprio sul centro città. Dall’alto del Trieste non potevo evitare di volgere lo sguardo alla nave scuola Amerigo Vespucci lì vicina.
La piccola (per dimensioni), anziana (lo dico con rispetto), bellissima (visivamente), grandissima ed affascinante per tutto quello che rappresenta, custodisce e che trasmette, non teme alcun confronto con la grande (per dimensioni), neonata, spettacolare, multiruolo e moderna nave Trieste.
L’antico e il moderno possono convivere molto bene ed è un panorama suggestivo vederli adiacenti.
Se ci pensi … è proprio la nave scuola che prepara gli ufficiali (passati e futuri) di ogni Unità navale della nostra Marina Militare, anche del Trieste.

Il giro termina al ponte del grande bacino allagabile. Sta per finire anche l’intensa ed indimenticabile giornata e, usando le parole di un messaggio ricevuto, posso dire “con gli occhi pieni di bellezza e il cuore carico di gioia”.

 

 

 

 

 

 

La mattina successiva, giorno della partenza, facciamo un giro in città. Per concludere la trasferta però dobbiamo tornare in riva al mare per salutarlo e dire addio alle due magnifiche navi.

Il panorama è unico: tra un mare blu e un cielo azzurro sono incastonati, come pietre preziose, un antico veliero e una portaerei moderna.
Una meravigliosa immagine; un quadro da portare a casa!

 

 

Ciao nave Vespucci ... ciao nave Trieste

 

 

 

un breve video che ho fatto al passaggio delle Frecce Tricolori

 

 

 

 

 

 

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