gabbiano indietro

pagina due giornate speciali

libro libro degli ospiti

Se vuoi un sottofondo musicale puoi ascoltare:

"Marcia D'Ordinanza della Marina Militare". Fai click su questa immagine.
tamburo marcia di ordinanza

Oppure " La Ritirata". Fai click su questa immagine.tromba la ritirata

Due giornate speciali.

 

 

Tappa obbligatoria per salire sul Vespucci, e lo sanno bene i cadetti, è entrare in Accademia.
Così, quest’anno (2007), ho rispettato anch’io questa tradizione: il 22 aprile sono entrata in Accademia Navale a Livorno, e poi, il 28 aprile, sono salita sul Vespucci.

Sto scherzando! Ma solo in parte! Perché effettivamente sono prima entrata in Accademia (anche se per mezza giornata), e poi salita sul Vespucci (anche se per solo due ore), ma permettimi questa frase di introduzione che riassume eccellentemente come ho trascorso la fine di aprile.
Infatti, per chi non lo sapesse, o fosse arrivato a questa pagina direttamente, perciò senza aver letto le precedenti che ho pubblicato, gli iscritti all’Accademia Navale di Livorno, gli allievi ufficiali, i cadetti, al termine del primo anno, quello che si svolge nelle classiche aule e sul brigantino (sulla terra ferma), effettuano la Campagna Addestrativa a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci (con tutto quello che comporta e che non sto qui adesso a ripetere; se ti dovesse interessare vai a curiosare un po’ tra le varie pagine del del sito!).
Ma tornando al discorso iniziale, ed agli spunti che ho avuto per questa nuova pagina, devi sapere che nel mese di aprile ci sono state due occasioni speciali a cui ho avuto l’onore, oltre che il piacere, di partecipare; due giornate molto emozionanti e veramente particolari.

Il 22 aprile 2007, presso l’Accademia Navale di Livorno, c’è stata la commemorazione dell’amm. Straulino, con lo scoprimento del busto in bronzo, donato dal Corso Kon-Tiki che lo ha avuto come Comandante sul Vespucci nel 1965.
Il 28 aprile 2007, invece, invitata dal Comandante C.V. Massimo Vianello, ho avuto il grandissimo piacere di rivisitare la nave Amerigo Vespucci, ormeggiata ancora a La Spezia per i normali lavori invernali, ed ormai quasi terminati.

Ma andiamo con ordine. Ecco il primo di questi avvenimenti.

L’ammiraglio Agostino Straulino:
l’uomo, il marinaio, l’ufficiale, l’eroe.

 

Approfitto dell’occasione della donazione del busto per presentarti un po’ questo ammiraglio. Cercherò di riassumere la sua vita, ma non perché non meriti parlarne compiutamente, solamente perché nello scrivere di Agostino Straulino, come uomo, marinaio, ufficiale di Marina, eroe di guerra, personaggio leggendario, campione sportivo, l’uomo simbolo della Vela Italiana … ne uscirebbe un libro.
Ritengo che chi è interessato potrà approfondire in altro modo, ed in altra sede, con diversi libri a lui dedicati (già pubblicati, o che sicuramente verranno pubblicati considerata l’importanza, nonché il carisma di questa persona).

Agostino Straulino nasce a Lussinpiccolo (Pola) il 10 ottobre 1914, in quella particolare zona dell’Istria e della Dalmazia, costituita da tante isole. Cresce in una famiglia di pescatori, ed iniziando ad andare in barca fin da piccolo con il padre e lo zio.
Pensa che per recarsi a scuola non andava a piedi, o in bicicletta … usava la barca.
Il regalo più bello glielo fa il papà, quando si diploma: una barca tutta sua. Considerata l’esperienza già acquisita, e la sua passione, lo invita a partire da solo, navigando per giorni in quell’arcipelago, in assoluta libertà finché non arriverà la Chiamata alle Armi.

Si diploma all’Istituto Nautico nel 1932 ed in seguito, nel 1934, effettua il Servizio di Leva in Marina ed è ammesso a frequentare il Corso Ufficiali presso l’Accademia Navale di Livorno. Nel 1935 viene nominato Guardiamarina, a cui poi seguono diversi imbarchi.

Accademia Navale Livorno

l'entrata dell'
Accademia Navale di Livorno

Durante la Seconda Guerra Mondiale prende parte alle operazioni della X Squadriglia MAS, ed è protagonista con gli Uomini Gamma delle imprese belliche svoltesi a Gibilterra. A seguito di queste attività gli vengono assegnate ben due medaglie: la Medaglia d’argento (sul campo), per il pieno successo dell’attacco di un piroscafo alla fonda (luglio 1942), e la  Medaglia di bronzo (sul campo), per “forzamento di munita base avversaria … che … portava all’affondamento di un piroscafo alla fonda in rada” (settembre 1942).
Nel 1945 è imbarcato per un anno a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci. Successivamente partecipa alla vasta operazione di bonifica dei porti italiani, effettuata con altri operatori subacquei della Marina Militare. Alla fine del conflitto infatti le acque, e gli ingressi, di molti porti erano inagibili perché cosparsi sia di navi spezzate ed adagiate sul fondo, sia di mine ed altri ordigni esplosivi. Durante una di queste azioni di bonifica Agostino Straulino ha un incidente e riporta gravi lesioni; un getto di iprite gli causa la perdita, definitiva, di gran parte della vista.

Quando finalmente si può ritornare alla normale attività militare, riprende per lui anche la vita di bordo. Così nel 1950 viene promosso Capitano di Corvetta, a cui seguirà il grado di Capitano di Fregata. Altri diversi incarichi precedono l’avanzamento al grado di Capitano di Vascello, ed il comando della nave scuola Amerigo Vespucci.

busto Agostino Straulino

il busto dell'Amm. Straulino ed i Kon-Tiki

E’ nel maggio del 1965 che, nel suo classico stile avventuriero, e che spesso si può permettere proprio per l’esperienza acquisita, sul Vespucci diretto a Livorno per imbarcare gli allievi (quello che diventerà il Corso Kon-Tiki), esegue una manovra che è rimasta nella storia.
Nell’uscire dal Canale di Taranto, che è fornito di un ponte girevole, manovrato a mano ad ogni passaggio delle navi, l’allora Capitano di Vascello Straulino, a bordo del Vespucci, dà ordine di procedere solamente a vela, senza l’aiuto dei motori.
Immaginati come poteva essere stata questa uscita, con le vele del Vespucci spiegate; sicuramente … una imprudenza! Considerando le dimensioni del veliero, e del Canale di Taranto, lo spazio a disposizione era di pochi metri per parte, inoltre il ponte girevole si era per un attimo bloccato e sembrava proprio non aprirsi in tempo. La scena deve essere stata da panico, oltre che storica, ed essergli costata una punizione!

Chi lo ha avuto come Comandante ne ha un bel ricordo. Addirittura un Kon-Tiki, in rappresentanza del Corso, gli ha dedicato uno scritto, pubblicato in un supplemento della Rivista Marittima uscita nel dicembre 2005. Queste belle parole di stima e di riconoscenza te le riporto, collegate a questa pagina, e le puoi leggere clickando qui.
Questa è stata la sua vita da Ufficiale, e da eroe di guerra, dovendola appunto riassumere! A fianco di tutto questo ci sarebbe da parlare della sua vita trascorsa da uomo, da marinaio, da campione dello sport velico. Anche in questo caso ci sarebbero da scrivere pagine e pagine, solo parlando delle cose più importanti e tralasciando le cose comuni. Ma ti basti, qui, sapere quello che segue.
E’ considerato il mito della Vela Italiana, il più leggendario ed il più grande timoniere italiano. Ha collezionato molte medaglie e titoli mondiali, europei ed italiani, oltre a decine di vittorie in manifestazioni internazionali, senza considerare quelle mancate per poco. E’ un atleta che ha partecipato a ben 6 Olimpiadi, un vero record. Ha fatto la sua ultima regata nel 2002, all’età di 88 anni, naturalmente vincendo!
Nel momento della sfida lanciata dalla nave scuola Gorch Fock al Vespucci, durante la Campagna Addestrativa del 1965, chi c’era dice che “Straulino rinuncia nell’occasione a quel suo atteggiamento un po’ sornione che lo caratterizza e ritrova tutto il suo istinto competitivo, dimenticandosi di essere su uno scafo costruito per addestrare gli Allievi e non per gareggiare.” Le sue stesse parole in proposito sono state “Sono più veloci di noi ma ci difenderemo”. Lui stesso ha anche scritto, nel suo libro “Arma e Vai” che, sempre riferito a quella circostanza, “il gusto della regata ed il piacere di battermi non potevo perderlo, pur al comando di una nave come la Vespucci di 83 metri e con una stazza di oltre 4.000 tonnellate”.
L’atteggiamento peculiare di Agostino Straulino è stato descritto e riassunto così: la tenacia e la forza di lottare fino all’ultimo metro che lo separava dal traguardo.

Il suo motto infatti era: mai considerare persa una gara, finché non si è raggiunto il traguardo!

brigantino Accademia Navale Livorno

 

il brigantino nel piazzale dell'Accademia Navale

 

 

brigantino Accademia Navale Livorno

particolari del brigantino

A questo proposito me lo ricordo in un’intervista fattagli, pochi anni fa. Vedendolo e sentendolo parlare, mi ha dato l’idea di un uomo (sembrava un semplice nonnetto) simpatico e molto modesto. In questo colloquio ad un certo punto gli è stato anche chiesto perché fosse uscito a vela, dicendo di avere i motori in avaria, in quella ormai storica giornata, ed avesse rischiato così tanto. Lui, con molta calma, e molto candidamente, ha detto: “perché … è più divertente!”.

Poi, sono seguiti i mesi in cui è stato Comandante del Vespucci; precisamente nella Campagna d’Istruzione del 1965, di cui qui non parlo, in quanto ne ho già raccontato alcune vicende nella parte dedicata ad una delle crociere di quel veliero. Anche qui, se non l’hai già letto, trovi questo argomento nella pagina  “Una delle sue crociere”, sempre nella Sezione Speciale. Lì trovi anche diversi spezzoni delle originali riprese fatte a bordo da Nico. E’ da questa Campagna Addestrativa che nasce il forte legame del Corso Kon-Tiki con questo uomo.

I successivi avanzamenti di carriera lo hanno portato poi a raggiungere i gradi di Contrammiraglio, nel 1968, ed Ammiraglio di Divisione, nel 1972.
L’ammiraglio Agostino Straulino è morto il 14 dicembre 2004 all’età di 90 anni.

busto Agostino Straulino

il busto dell'Amm.Agostino Straulino donato dal
Corso Kon-Tiki all'Accademia Navale

 

 

brigantino Accademia Navale Livorno

il brigantino interrato

Il busto dell’ammiraglio Agostino Straulino.

 

Gli allievi del Corso Kon-Tiki, imbarcati nel 1965 sul Vespucci, e che hanno avuto come Comandante l’amm. Agostino Straulino, hanno avuto la bella idea di commemorare la scomparsa di tale uomo facendo realizzare, a loro spese, un busto in bronzo che lo rappresenti.
Il busto è stato posizionato il 22 aprile 2007 presso l’Accademia Navale di Livorno e lo raffigura all’età di 20 anni. Lo scultore è la signora Betty Grossi Pellegrino.
La collocazione in Accademia Navale non è casuale, è dovuta al fatto che è qui che si formano tutti gli Ufficiali di Marina, ed è qui pertanto che servirà meglio allo scopo: dovrà essere da esempio ai giovani, i futuri Ufficiali. L’Accademia ha accettato tale dono in quanto ritiene l’amm. Straulino un personaggio degno di stima, un ottimo marinaio ed ufficiale, oltre che un eroe di guerra. La sua immagine in giovane età è stata scelta per far sì che sia sentito più vicino, e quindi sia maggiormente da stimolo, ricordo ed esempio, ai cadetti.
Il progetto prevede che venga posizionato, a breve, nella Darsena dell’Accademia che porterà il suo nome.
Questo omaggio che i Kon-Tiki hanno fatto si aggiunge ad un’altra iniziativa: offrivano già la Coppa Challenge, in memoria del Comandante Straulino, in occasione delle competizioni veliche del Trofeo Accademia Navale. Da quest’anno inoltre hanno creato anche il Trofeo Straulino, una regata riservata alla classe Star.

A questa cerimonia di commemorazione ho avuto il grande piacere di partecipare grazie all’invito che mi ha fatto l’amico Nico, appartenente al Corso Kon-Tiki, che mi ha già fornito i filmati girati a bordo della nave Vespucci durante la loro Campagna Addestrativa, e che ha pensato anche a me in questa particolare occasione. Quindi è naturale che qui, adesso, gli rinnovi un sentito ringraziamento.

Ho così avuto l’onore di entrare in Accademia, pur non essendo un allievo, e ti assicuro che è stata una giornata veramente speciale, particolare, emozionante, unica!

L’Accademia Navale di Livorno mi accoglie.

 

La cerimonia per lo scoprimento del busto dell’ammiraglio Straulino iniziava alle ore 9 di domenica 22 aprile 2007. Prevedeva la celebrazione della Santa Messa e successivamente, nel piazzale dell’Accademia, a poppa del brigantino interrato, lo scoprimento del busto.
Mentre scrivo è normale ritornare col pensiero al giorno in cui Nico mi aveva chiesto se volevo partecipare a questa cerimonia. Io, senza riflettere, gli avevo detto subito di no, perché mi sembrava di intromettermi nel loro “raduno”, infatti per loro è stata anche l’occasione di rivedersi dopo qualche anno. Tra l’altro poi non sono portata per queste cose così “ufficiali”; non sono attratta dall’idea di essere bloccata da una cerimonia e per di più dovermi vestire elegante. Mi piace vederle, questo sì, ammiro tutte quelle persone che vi aderiscono, ma non amo parteciparvi. Senza offesa per alcuno, ma, come dico io, non mi piace fare la bella statuina! Poi tra l’altro sapevo già che mi stava aspettando un’altra giornata altrettanto emozionante solo sei giorni dopo di questa. No, proprio non credevo che avrei avuto la forza per resistere a due cose così speciali nel giro di così pochi giorni.

Per fortuna però, riflettendo con un po’ di calma il giorno successivo, ho deciso di accettare l’invito. Sono sicura che, se mi fossi persa questa fantastica giornata, me ne sarei rammaricata per tutta la vita.

Così ho organizzato la mia … trasferta. Mi sono recata a Livorno in treno, arrivando quindi nel pomeriggio del giorno precedente. Il tempo di lasciare la valigia in albergo, e subito mi sono incamminata in direzione della “inavvicinabile” Accademia.
Eh sì, ti confermo che è proprio irraggiungibile, e per vari motivi più o meno scherzosi.
Innanzitutto ci si entra se si è allievi o, se si è familiari degli stessi, in occasione del giuramento. E’ prevista anche la possibilità, su richiesta, di visitarla come scolaresca … quindi come vedi nessuna di queste possibilità fa il caso mio. Poi … è distante circa 4 km dalla stazione dei treni. Infine, dato che da qualche anno possono iscriversi anche le donne, io comunque non ci potrei mai più entrare perché … ho superato i limiti di età!
In conclusione non potevo assolutamente perdermi questa opportunità. Anche perché a tutto questo devi aggiungere che in questa occasione si commemorava un grande uomo. E se tutto questo ancora non bastasse, ti ricordo anche che l’Accademia è strettamente legata alla nave Vespucci (il veliero che mi affascina), sia per la formazione degli Ufficiali, sia perché è da qui che iniziano, e si concludono, le Campagne Addestrative di questo veliero!

Il pomeriggio precedente il grande giorno l’ho dedicato a curiosare un po’ nei dintorni. Devo dire che ho fatto bene, perché ho trovato un punto della città dal quale erano visibili, in parte, gli alberi del brigantino. Ecco, ero arrivata! Ero lì, sicura di esserci, e … chissà cosa avrei scoperto il giorno successivo!

La mattina del grande giorno è arrivata in un attimo. E così, mi sono recata con mia madre (che mi ha accompagnata in questa “trasferta”), nei pressi del cancello d’entrata. Eravamo in anticipo sull’orario della cerimonia, come d’accordo, pertanto in quei pochi minuti in cui attendevo Nico, che ci avrebbe accompagnate all’interno, non ho potuto fare a meno di guardare, oltre la recinzione della “zona militare limite invalicabile”, il verde e lungo viale d’entrata. Quel viale che assieme ad un amico, che avrei rivisto dopo quasi un anno, l'ultimo incontro risaliva infatti alla giornata in navigazione sulla nave Vespucci, mi avrebbe condotta in questo nuovo mondo, in una splendida giornata di sole, affascinata anche dalle diverse persone in divisa che entravano, ed uscivano, così elegantemente.
Sarà che il mio colore preferito è sempre stato il blu, spesso abbinato al bianco, e comunque senza nulla togliere alle altre Armi, ma … dovete ammettere che la divisa della nostra Marina Militare è molto elegante! Basta anche solo pensare ai vari premi, tra i quali appunto quello per l’eleganza, che i nostri cadetti ricevono al termine dei defilamenti previsti nei vari porti in occasione della Tall Ship.

brigantino Accademia Navale Livorno

in lontananza gli alberi del brigantino

 

 

brigantino Accademia Navale Livorno

all'interno dell'Accademia

 

Per vedere la galleria di foto di questa giornata speciale in Accademia fai click qui.

brigantino Accademia Navale Livorno

il brigantino ed il mare a poppa
(una regata in corso)

 

 

entrata piazzale brigantino Accademia Navale Livorno

il brigantino visto dall'ingresso principale

Ma tornando a noi, anzi a me, nel momento in cui siamo entrati, percorrendo quel viale alberato che conduce alla imponente entrata, quel portone d’ingresso sotto quella fantastica facciata, ho rivisto mentalmente i giovani cadetti. Infatti alcune persone che hanno frequentato l’Accademia, e che mi hanno contattato via e-mail, mi avevano raccontato di questo viale e delle loro emozioni nel procedere su di esso, nell’accorciare le distanze con l’entrata e lasciarsi, sempre di più, alle spalle il mondo civile. Sotto un certo aspetto perciò lo conoscevo già e mi incuriosiva molto poterlo vedere e, soprattutto percorrerlo di persona.
E’ stato un tragitto breve, ma veramente emozionante. Era così incredibile, ero lì anch’io su quel “famoso” viale, ed in una giornata particolare, dedicata ad un personaggio speciale. Avrei inoltre partecipato all’incontro che sarebbe avvenuto tra Compagni di Corso, i Kon–Tiki, praticamente amici che si ritrovavano, provenendo da varie località di tutta Italia, per ricordare il loro Comandante dopo 42 anni!
A completamento di questo, della situazione particolare in cui mi trovavo, nei pressi del portone c’erano, disposti su due file, diversi ragazzi e ragazze, naturalmente in divisa, impeccabili, che si sono prontamente messi sull’attenti ed hanno fatto il saluto militare. Non so tu al mio posto come ti saresti sentito!


Appena varcato l’ingresso principale mi si presenta, di fronte, oltre la vetrata, il bellissimo brigantino. Anche in questo caso ne avevo sentito parlare spesso, perché è praticamente la palestra dei futuri ufficiali. Tutte le manovre, che serviranno poi realmente a bordo del Vespucci, vengono prima obbligatoriamente provate qui a terra. Assomiglia molto, per i colori e le fattezze, alla nave scuola Amerigo Vespucci, ed è veramente un colpo d’occhio. L’ho visto lì, di fronte a me, imponente in mezzo al vasto piazzale e con il mare a qualche metro a poppa.

Ma prima di tutto, dato che eravamo in anticipo, ne abbiamo approfittato per visitare la Sala Storica. Qui, accompagnati da due giovani ufficiali, abbiamo potuto vedere molti ricordi, appunto storici, conservati con cura in alcune stanze. Tra queste cose ci sono le vecchie sciabole, numerosi modelli di nave in scala e il plastico che riproduce l’Accademia, sia l’edificio principale, sia l’intera vasta area del complesso che ne fa parte. Nell’ultima stanza sono custodite tutte le bandiere dei Corsi che si sono succeduti in tutti questi anni. Sono tutte esposte ordinatamente e cronologicamente. A tal proposito ti segnalo che, se vuoi approfondire l’argomento della tradizione della creazione del nome del Corso e della sua personale bandiera, che avviene annualmente da parte di tutti gli allievi a bordo del Vespucci, trovi queste notizie nella pagina “Ulteriori notizie”.

Alla fine di questa visita però non potevo esonerarmi dal fare una foto alla facciata principale, che prima mi aveva lasciata senza parole e … senza la capacità di pensarci. Anche questo è stato un momento particolare. Per fare una semplice foto, perlomeno così a me sembrava, ho dovuto essere accompagnata ed affiancata da un ufficiale, in divisa; inoltre dovevamo passare nuovamente dall’ingresso principale, tra la doppia fila di ufficiali che prima ci aveva fatto il saluto. E così, scortata da un bel giovane ufficiale, si è ripetuto l’attenti, sia all’uscita dal portone dell’ingresso principale, sia alla nuova entrata. Le mie forze erano già al minimo, ma ce l’ho fatta a resistere, a stare in piedi da sola!  
Successivamente, dopo aver incontrato alcuni amici di Nico, i primi Kon-Tiki che stavano pian piano arrivando, ci siamo recati verso la Cappella, anche perché nel frattempo era quasi giunta l’ora in cui sarebbe stata celebrata la Santa Messa.
Io ho lasciato subito i Kon-Tiki ai loro discorsi e sono entrata nella Cappella. Questo è il luogo che mi ha emozionato di più … forse!  Non saprei dire con certezza. Ricordo che mi sono seduta un attimo, ed ho iniziato a rilassarmi … a dire il vero per poco! Forse proprio per l’ambiente in sé.
Il primo impatto l’ho avuto guardando le due vetrate poste dietro l’altare. Quelle vetrate colorate che si usano nelle Chiese e che compongono dei disegni. Queste sono naturalmente in tema marittimo, ricordo poco, ma mi hanno colpita soprattutto le due ancore ed il timone con i vari colori, quasi sgargianti, ed il blu del mare.
Poi, riuscendo a tornare tra i presenti, ad essere un po’ con i piedi per terra, ho cominciato a guardarmi intorno. Alle pareti ho visto appese una serie di lastre di marmo con incise tante scritte. Pian piano, focalizzando il tutto, ho realizzato cosa erano e cosa rappresentavano. Così, dato che c’era ancora un po’ di tempo, mi sono alzata e sono andata a leggere. Sui due lati destro e sinistro della Cappella ci sono, una per parte, due di queste piastre molto grandi, della grandezza di quasi tutta la parete. Su una sono trascritti i nomi di molte navi e sommergibili con quelli delle persone, del rispettivo equipaggio, morte. Sull’altra è scolpita invece una grande mappa del mondo, su cui sono segnati tanti punti; il titolo che è stato inciso è “la loro tomba è un’Ara” e ad ogni punto corrisponde un Caduto.
Sull’altra parete e nella piccola Cappella sono riportate altre lastre di marmo, soprattutto in ricordo di avvenimenti, ed in una di quelle più grandi ci sono i nomi di tutti i marinai morti nella Seconda Guerra Mondiale.
Come puoi capire non è certo un luogo che ti lascia indifferente, è una cosa veramente particolare e toccante.

brigantino Accademia Navale Livorno

i Kon-Tiki durante la cerimonia

 

 

 

Sauro Comandante nave Vespucci

un Kon-Tiki
già Comandante della nave Vespucci

brigantino Accademia Navale Livorno

il ponte del brigantino interrato

poppa brigantino Accademia Navale Livorno

il brigantino interrato da poppa

Qualche notizia riguardo a Alfredo Cappellini.

Un’altra cosa importante che mi ha particolarmente colpita, è una frase che il Cappellano militare ha detto durante la predica. Ha paragonato la vita di tutti noi, anche di chi non è marinaio, ad una navigazione. Come una nave parte, diretta verso un porto, una meta, ed una volta raggiunto si ferma per qualche tempo, così è la vita. Raggiunto infatti quel porto, dopo la doverosa sosta, ci si imbarca per raggiungere un nuovo porto, raggiuntolo ci si ferma di nuovo, ma con lo scopo primario di ripartire nuovamente; mai fermarsi, sempre cercare di raggiungere nuovi porti, nuove mete, nuovi obiettivi. Allo stesso tempo questo viaggiare può essere inteso anche come conoscere cose nuove, vedere nuovi mondi ed anche imparare dagli altri.
Alla fine di tutto questo, essendo sopravvissuta come vedi, il programma prevedeva l’uscita nel grande piazzale, dove è posto il brigantino interrato, per la cerimonia dello scoprimento del busto in bronzo.
Qualche minuto per fare qualche foto al piazzale, al brigantino, agli alberi, ecc. e poi sono iniziati i vari discorsi di rito, tra i quali quello del Comandante dell’Accademia, Ammiraglio di Divisione Bettini, dell’Ammiraglio di Squadra Cesaretti, in rappresentanza dei Kon-Tiki, e per finire quello del Presidente del Club Nautico di Viareggio. In un attimo è stato poi scoperto il busto, tra il lungo applauso di tutti ed alla presenza della figlia dell’Amm. Straulino.
Al termine è seguito un buffet, molto apprezzato, vista l’ora, ma soprattutto considerata la bontà!
I Kon-Tiki hanno proseguito il loro splendido incontro andando a pranzo assieme al Circolo Ufficiali.

Nico brigantino Accademia Navale Livorno

io, Nico ed il busto dell'Amm. Straulino

Ci sarebbe stato il posto anche per me, ma ... "via," ... come dicono i labronici (i livornesi), in quella speciale mattinata avevo già avuto molto, "dé".
Non me la sentivo proprio di andare a chiudermi tra quattro mura, dover restare seduta per qualche ora, ed intromettermi nei loro discorsi. Volevo invece assaporare lo scorrere di quella giornata ammirando il mare dalla Terrazza Mascagni, dando un’ultima occhiata agli alti alberi del brigantino che si ergono oltre l’edificio dell’Accademia.

 

 

A questo punto, terminata questa lunga pagina, penso proprio che sia il caso che ne crei una nuova per descrivere la seconda giornata speciale.
Ma dovrai aspettare un po'. Adesso non voglio assolutamente abbandonare questi ricordi.
Già alla fine aprile ho dovuto accantonare questo primo avvenimento, a causa dell'imminente succedersi del secondo, ma questa volta non succederà! Intanto puoi comunque andare a vedere la galleria di foto della cerimonia, oppure quella di Livorno.

 

P.S. : ti dò qualche informazione più corretta, di cui sono venuta a conoscenza recentemente.

Le "lastre di marmo" che ho visto nella Cappella dell'Accademia sono lapidi. Più precisamente sono quattro e rispettivamente:
lapide Commemorativa ai marinai Caduti per la Patria;
lapide "Nei mari del Mondo la Vostra Tomba è un'Ara";
lapide "Nella Guerra 1940-45 scomparsi in mare con la loro Nave";
lapide Caduti nella Guerra 1915-1918.

 

E' pronta la pagina della seconda giornata ...